Sorridere e Guardare Avanti

Sei luglio 2020, alle 21 è previsto un incontro pubblico con i commercianti del centro storico, di Corso Cavour e Corso Cairoli. Esco di casa per andarci e lungo la strada vedo un mega manifesto di Ricotta, con lo slogan Macerata Città Giardino e la foto del chiosco del Sasso d’Italia; constato due cose:

1) la sfrontatezza di chi quel posto l’ha lasciato in completo abbandono per decenni e sotto campagna elettorale si vanta di un possibile futuro recupero;

2) l’enorme differenza di mezzi economici tra noi e lui.

Arrivo alla Terrazza dei Popoli: ci sono un sacco di persone, addirittura anche i carabinieri. Sono stati i commercianti a organizzare l’incontro, per presentare le loro proposte, per ascoltare l’Amministrazione attuale e chi si presenterà alle prossime elezioni. Ma evidentemente qualcosa è
andato storto negli inviti, perché il centro destra è largamente rappresentato (qui si apre altro discorso che riprenderò dopo), mentre per il centro sinistra non c’è il candidato sindaco, a questo punto forse impegnato a tagliare l’erba a Sasso d’Italia.

C’è invece l’attuale vice sindaca, mandata in modo un po’ vile a prendersi qualche fischio.

Dopo l’introduzione del coordinatore dei commercianti, che in sostanza rivendica il loro ruolo fondamentale per la vita della città, manifestando la delusione per il mancato ascolto da parte della politica, tocca a me intervenire; situazione difficile, senza uno spartito da seguire e senza un microfono per amplificare la mia voce non certo da baritono. Ho provato comunque a dare un’idea delle cose da fare: restituire forma e sostanza al nostro centro storico, promuovere la sua immagine e attivare una serie di iniziative per renderlo più attraente.

Seguono altri interventi, e assisto a una ondata di ruffianeria piuttosto rivoltante: noi siamo come voi, noi siamo con voi, noi lotteremo con voi. Proposte e idee? Non pervenute, praticamente (tranne da parte di Roberto Cherubini, per amore di verità).

Finisce che ritorna a parlare il rappresentante dei commercianti, e dopo aver manifestato la sua delusione per i precedenti interventi, sfodera alcune proposte (interessanti) e paventa l’idea, quasi una minaccia, di presentarsi alle elezioni con una lista che possa scompaginare il campo.

Rebecca Marconi, la sera dell’incontro, di fronte a un murales presente in Piazza dei Popoli – Macerata

Impressioni della Serata

La rabbia e la determinazione dei commercianti è il segnale che stiamo assistendo al rompersi definitivo di un equilibrio, più o meno stabile, che ha governato la città negli ultimi anni, decenni. Non si tratta solo di politica, ma di composizione economica e sociale del tessuto cittadino.

I commercianti sono tra i primi a vederne e subirne gli effetti, ma nessuno può sentirsi al sicuro da una crisi che è di sistema, evidenziata e accentuata dal Covid19.

Si può scegliere se continuare sulla strada vecchia, affidandosi a chi cambia faccia e manifesti per
mantenere gli stessi equilibri, oppure decidere di affrontare la crisi consapevoli che ci vuole fantasia, coraggio, libertà. Io credo che Macerata abbia un patrimonio adatto a superare questo gravissimo momento di difficoltà: dovremo tutti essere pronti a cambiare e a rinnovarci, qualcuno non ce la farà e dovrà avere un’altra occasione per provarci.

Non mi convince invece l’operazione di lobbying che tentano i commercianti. Macerata si salva se è unita, con un’idea complessiva che dia una scossa all’identità cittadina. Le loro proposte sono
interessanti e concrete ma la politica, almeno così come la vedo io, non si risolve in questo. E una lista elettorale di commercianti sarebbe un cattivo segnale per la città.

Parentesi Centro Destra

Riapro la parentesi sul centro destra. L’altra sera eravamo in tre candidati sindaci, io, Cherubini e Marchiori; ieri ci siamo accorti che eravamo in due. Non so quale altro segnale sia necessario per capire il disastro di una classe dirigente (chiamiamola così) che tradisce idee e persone in nome di una famelica sete di rivincita e di potere. Chiamano un salvatore della patria per nascondere il buco nero in cui sono precipitati.

Cherubini, da buon 5 Stelle che va dove lo porta il vento, si è subito prodigato ad acclamare il nuovo messia Parcaroli.

Noi sorridiamo e guardiamo avanti, spero che tanti lo facciano insieme a noi.