Basta! I giovani non sono criminali

Frotte di ragazzi che si riversano in centro storico, mai visti così tanti. Uno spettacolo potenzialmente bellissimo, la nostra città che dopo mesi di sospensione si rianima di corpi, visi, risate.

Una voglia di vivere da rispettare, curare, valorizzare.
Invece no, tutti parlano solo di movida, questo odioso termine che evoca scenari esotici di trasgressione, che nasconde purtroppo il vuoto delle cose da fare.

Perché nella nostra città cosa
fai se sei un ragazzo?

Finché consumi e te ne stai buono sei tollerato altrimenti, per il tuo bene,
interviene la forza pubblica, decuplicata in questo post lockdown. Perché uno degli effetti più negativi dell’emergenza sanitaria che viviamo è il paternalismo non richiesto, che si trasforma in un autoritarismo strisciante, a volte conclamato.

Se tu lasci la città nelle mani dei dirigenti di Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, la conseguenza è ovvia e naturale: una gestione militare dell’ordine pubblico. Chi vende alcol ai minorenni va sanzionato, ma non va repressa e soffocata la voglia di riprendersi la città che questi ragazzi esprimono.

Per questo la politica non dovrebbe nascondersi, o peggio innescare atteggiamenti minacciosi.

Sogno una città dove per i ragazzi ci siano tante cose da fare, in centro come nei quartieri. Posti dove fare musica, ascoltarla, ballare, disegnare, recitare, cazzeggiare seduti su panchine che adesso non ci sono. Dove il controllo, necessario, sia discreto e non inutilmente intimidatorio. Una
città aperta e serena.

Ne guadagneremmo tutti.