Resoconto del Consiglio Comunale del 6 settembre 2011
Il Sindaco apre la seduta presentando l’unico punto all’ordine del giorno, ossia:
Punto 1 - Dibattito consiliare su : accordo di programma per realizzazione nell'area della riviera del brenta di
un polo del terziario avanzato di carattere regionale denominato “Veneto City”. Chiarisce che la convocazione è stata richiesta dai gruppi di minoranza per la ricerca di una posizione comune dell’amministrazione di Stra in merito alla realizzazione di “Veneto City”.
Per avviare la discussione riassume i punti principali del progetto: Di Luzio espone una sintetica cronistoria di Veneto City, la cui
idea originaria risale al 2004. Con la realizzazione del Passante di Mestre l’area industriale di Dolo e parte di quella
di Pianiga conobbero un rapido sviluppo, durato però poco per la già incalzante crisi economica, anticipata dalla crisi
del modello industriale veneto.
Inizia a questo punto la discussione, ed è Cacciavillani che esordisce precisando che se le amministrazioni precedenti
in qualche modo hanno favorito l’iter di Veneto City, sono solo quelle attuali,
in particolare le giunte leghiste di
Dolo e quella provinciale, ad aver concluso l’accordo, in barba agli impegni presi in campagna elettorale, che chiaramente dichiaravano contrarietà alla realizzazione di Veneto City. La chiamata in causa delle passate amministrazioni
è un vano tentativo di deresponsabilizzazione.
Per Ferraresso è estremamente grave che, mentre i comuni limitrofi come Fiesso, Fossò, e Camponogara hanno presentato osservazioni e richieste di modifica al progetto per tutelare gli interessi delle loro collettività, a Stra non è stato fatto nulla. Se se ne parla ora, a tempo scaduto, è solo per iniziativa della minoranze
Il Sindaco replica piccato che in giunta [si riporta l’esatta espressione usata. N.d.r.]:
"Non sapevamo che c’era una scadenza". La precisazione del Sindaco lascia sgomenti i consiglieri di Strada Comune
(ma anche alcuni volti della maggioranza tradiscono il panico per un istante).
Cacciavillani, ritrova quasi subito la forza per intervenire nuovamente, e lo fa per illustrare i punti su cui il gruppo di Strada Comune manifesta le più forti preoccupazioni. Precisa innanzitutto che i dati che citerà sono tratti dalla relazione della Commissione Regionale per la Valutazione Ambientale Strategica, che a sua volta si basa sulle relazioni tecniche di vari organi pubblici con specifiche competenze sul territorio
(Azienda ULSS 13, consorzi di bonifica, Direzione Difesa del Suolo, ARPAV).
- In primo luogo c’è da rilevare l’elevato rischio idraulico della zona in cui andrà realizzato il complesso. Statisticamente il tempo medio di ritorno delle esondazioni viene stimato tra i 5 e 10 anni.
In pratica, la relazione tecnica allegata al progetto di Veneto City, secondo tutti gli organi tecnici interpellati, non documenta
in maniera esauriente l’adeguatezza del complesso alle fondamentali norme di compatibilità ambientale.
La Commissione Regionale non finisce qui, ma riporta la necessità di sottoporre il progetto alla Valutazione Ambientale Strategica ” .
Si riporta anche come da più parti (per esempio gli stessi organi tecnici dei comuni di Dolo e della provincia di Venezia) si manifestino perplessità nei confronti della scelta dell’Accordo di Programma come strumento decisionale.
Le perplessità all’Accordo di Programma sono espresse pure dall’avvocato del comune di Dolo, Barel.
Per il Sindaco, i dati citati da Cacciavillani sono [si riporta l’espressione esatta, N.d.r.]
"tendenziosi". E poi,
continuando a ruota libera [si riporta sempre l’espressione usata alla lettera]
"a noi del rischio idraulico non ce ne frega niente".
Mentre Strada Comune si appresta a replicare alle incontinenze verbali del Sindaco,
Di Luzio interviene per dargli man forte, giudicando anche lui come “faziosi” i dati delle varie agenzie pubbliche. Per quanto di sua conoscenza gli risulta che il problema idraulico è stato affrontato da uno dei massimi e più conosciuti esperti in materia (di cui però al momento gli sfugge il nome).
Fa inoltre notare che i rilievi dei consorzi di bonifica non attestano l’incompatibilità idraulica del progetto, solo che non ci sono sufficienti elementi per certificarla.
Cacciavillani ribadisce di non aver letto dati “di parte”, ma bensì
della Commissione Regionale preposta istituzionalmente alla valutazione dell’impatto ambientale, quella che pertanto dovrebbe essere la prima ad essere conosciuta dagli amministratori.
La maggioranza ribadisce per bocca di Zandarin che tenere in considerazione o meno i documenti ufficiali è di competenza esclusiva
dei comuni interessati. E’ la legge che consente di ignorare la VAS, non c’è alcun problema di ordine legale e non c’è quindi motivo
di preoccuparsene. E’ quindi più opportuno concentrarsi sugli unici problemi che riguarderanno Stra, vale a dire quelli sulla viabilità.
Ruzzante chiede a Cacciavillani cosa dice la VAS a proposito della viabilità, dimostrando in tal modo di non averla mai neppure guardata.
Cacciavillani espone succintamente i punti critici, in particolare quelli relativi
all’incremento di traffico veicolare.
Zandarin, dopo aver rinfacciato alle minoranze la “colpa” di aver convocato il consiglio in ritardo rispetto alle scadenze
prefissate per la presentazione delle osservazioni, (in effetti anche noi di Strada Comune pensavamo che fosse un compito della giunta),
riporta la discussione sul problema del nodo viario di Paluello, quello che maggiormente risentirà dell’appesantimento del
traffico, ed espone le idee del suo gruppo, in sostanza basate sulla realizzazione
di una viabilità aggiuntiva esterna all’abitato.
Ruzzante delizia la platea con un fiorito panegirico su Veneto City, riconoscendo ai comuni di Dolo e Pianiga il merito di aver
trasformato un anonimo aggregato di capannoni in un complesso urbanistico di alto pregio. Veneto City rappresenta inoltre un’opportunità
per tutta la Riviera del Brenta. Per quanto riguarda i rischi paventati dalle minoranze, sostiene che non hanno motivo di sussistere
in quanto gli studi effettuati dai proponenti, anche in materia idraulica, sono rigorosi e rassicuranti al tempo stesso.
A questo punto Ferraresso chiede per quale motivo i dati ufficiali regionali sono da ignorare per partito preso, mentre la massima fiducia viene data a qualsiasi affermazione che proviene dai privati investitori di Veneto City.
Cacciavillani esprime forti perplessità riguardo l’idea di aggiungere altre strade alla rete viaria, vista l’entità di quelle che sono già previste.
Preso atto della distanza esistente sull’argomento tra maggioranza e minoranze, la seduta si conclude con un accordo di
massima proposto da Walter Franco. Verrà predisposta dalla commissione urbanistica e dai capigruppo, coordinati da Zandarin e Di Luzio, una proposta per risolvere il problema della viabilità su Paluello da presentare ai comuni di Dolo e Pianiga. Si ritiene possibile far inserire la proposta insieme al complesso delle osservazioni pervenute nonostante i termini siano già scaduti.
La proposta verrà votata in consiglio comunale, la cui prossima convocazione è prevista per il 28 settembre 2011.
La seduta viene tolta alle 20.30.
- Veneto City verrà realizzata all’interno dei comuni di Dolo (per l’80%) e di Pianiga (per il restante 20%).
- L’accordo di programma che dà il via all’operazione è già stato firmato da regione, provincia di Venezia e i comuni interessati.
- Veneto City si colloca in una zona di importanza strategica, servita da imponenti infrastrutture viarie esistenti e in progettazione.
- Sarà un complesso molto moderno e con molto verde, destinato ad attività commerciali e servizi.
- Ritiene che l’impatto sulle attività commerciali nel nostro comune sarà molto limitato, dato che la dimensione degli esercizi di Veneto City è tale che: [si riporta l’espressione esatta] ”non influirà sui tabacchini a Stra”.
- Porterà almeno 7000 nuovi posti di lavoro.
Il gruppo di maggioranza considera quindi positivamente la realizzazione del complesso, su cui del resto, non è comunque possibile
influire: le decisioni che sono state già prese e sono di competenza esclusiva dei comuni interessati. Si rilevano solo alcune problematiche
sul piano della viabilità, che verranno fatte presenti.
Al termine dell’introduzione il Sindaco lascia la parola all’assessore Di Luzio, presentandolo come “l’ex Sindaco di Noventa”.
Dai banchi della maggioranza lo correggono immediatamente con malcelato imbarazzo e risatine di prammatica.
“… Pardon, volevo dire ex-sindaco di Pianiga”.
Dopo un lungo periodo di discussione, progettazioni, interazioni ai vari livelli tra proponenti
e amministratori locali, si è pervenuti all’attuale progetto, caratterizzato da un forte ri-orientamento del modello di sviluppo
verso il terziario.
Dal punto di vista degli amministratori di allora, il progetto presentava punti di forte interesse, per esempio la nuova stazione
ferroviaria di Pianiga.
Il progetto ha subito numerose modifiche, e si può dire che quello attuale è molto diverso e molto migliorato rispetto a quello
originario. Di Luzio richiama infine il ruolo che hanno avuto le varie amministrazioni provinciali e comunali, tutte sostanzialmente
favorevoli all’opera, compresa la precedente amministrazione provinciale di centrosinistra, ora all’opposizione.
Di Luzio replica che il progetto attuale è diverso e migliorativo rispetto a quello originario ed è a quest’ultimo che le
amministrazioni a guida leghista hanno dato il via libera
- Trasporti: i flussi di traffico sono già adesso insostenibili in molti punti del territorio, e la situazione si aggraverà con il previsto aumento del traffico veicolare, stimato in 70.000 nuovi veicoli giornalieri e solo per il primo stralcio dell’opera (fino al 2020).
- I consorzi di bonifica competenti sulla zona hanno fatto presente che dal progetto non è possibile capire se la sicurezza idraulica sia adeguata.
- Per la Direzione Difesa del Suolo: mancano dati sufficienti all’individuazione di tutti gli effetti sull’ambiente che possono essere causati dalla realizzazione di Veneto City
- USLL 13: rileva varie criticità riguardo le ricadute socio-economiche di Veneto City, le problematiche legate ai rifiuti, l’inquinamento atmosferico, acustico, da campi elettromagnetici, le problematiche relative a traffico e mobilità.
In conclusione, l’idea di Strada Comune è di promuovere con altri comuni una valutazione rigorosa e vincolante dell’intera progettazione.
Rispondendo poi a Di Luzio, si dà il caso che un amministratore non può prendere decisioni di questa portata in condizioni di incertezza, e non si possono ignorare i documenti ufficiali. Per inciso i documenti non parlano solo di carenze informative, ma anche di problematiche oggettive, come per esempio quelle citate dall’ULSS 13 riguardo ai massicci trasferimenti di manodopera, che avranno pesanti ricadute sociali sull’intero territorio.
Propone poi la seguente argomentazione, per rassicurare l’uditorio: su questo progetto i privati investono ingentissime somme.
Perché avrebbero dovuto farlo se nell’area interessata persistono criticità come quelle legate al rischio idraulico? L’interesse
degli investitori, secondo questo ragionamento, sarebbe garanzia di quello pubblico.
La domanda viene totalmente ignorata dalla maggioranza e resta senza risposta.